sabato 11 aprile 2015

Superconcorso LMD primavera 2015 - diario della gran finale

Oggi si svolge in val Viola la gran finale del superconcorso LMD - n.32 Primavera 2015.
Un manipolo di 10 affezionati ha superato le 3 prove (2 concorsi e la realizzazione di un servizio fotografico) che ha dato loro il diritto di partecipare all’ultima fase: la caccia al tesoro. In palio l’attrezzatura completa da scialpinismo: sci, attacchi e pelli Skitrab.
Come da regolamento i concorrenti hanno ricevuto da Carlo Nani indicazioni sulla location solamente venerdì 10 alle ore 21, così da lasciare il tempo a me e al Caspoc’ di trasportare tutti i premi in quota e di preparare indisturbati il terreno di gara…

11 aprile 2015. La luna tramonta dietro la cima settentrionale di Lago Spalmo e lascia nel cielo il posto al sole.

Le tenebre avvolgono già tutto e sto salendo di corsa la val Viola. 4 km perlopiù pianeggiati e investiti da raffiche di vento caldo e freddo che prima fan sudare e poi gelano le orecchie. Nessuno ha saputo dirci se vengono o meno distribuite multe tra quelli che lasciano l’auto oltre il cartello di divieto posto ad Arnoga, così, una volta raggiunto il bivio per Caricc, ho scaricato i bagagli dall'auto (premi ed attrezzature) e, mentre il Caspoc’ carico come un mulo si dirigeva verso la baita del Pastore nella valle Cantone di Dosdé, io ho riportato il Panda nella legalità di Arnoga.
Caricc, metto gli sci, rifugio Federico all’alpe Dosdé, quindi arranco per la lunga piana coperta da neve marcia e crostosa. Ad ogni passo il fondo cede e aumenta la fatica. Le nubi avvolgono le cime di Lago Spalmo, la fioca luce del mio frontalino illumina a malapena le punte degli sci, quando la traccia del Caspoc’, che si distingue dalle altre vecchie per la maggiore profondità, piega a destra e s’intrufola nella valle Cantone di Dosdé. Una ventina di minuti e vedo un parallelepipedo coperto di lamiere zincate dalle cui numerose falle scappano lampi di luce che rischiarano scorci della cupa valle: è il frontalino del mio amico dentro la baita del Pastore (m 2319). Sono le 21:20, sono stanco morto ma sono contento che il Caspoc’ l’abbia trovata e ci stia dando di pala e pazienza per ripulire dalla neve l’assito che ne costituisce il pavimento e che sarà il nostro materasso.
Fa caldo ed è umido. Domani chi non ha gli sci rischierebbe di annegare per raggiungere questo spartano ricovero: “meglio se facciamo il campo gara più in basso”, suggerisco. Un panino, una birra, del cioccolato, un arancio, la conta dei premi e qualche biscotto ingurgitato nel caldo del sacco a pelo  anticipano la buonanotte. Il Caspoc’ crolla nelle braccia di Morfeo che, irrispettoso nei miei confronti, gli ordina di tagliar lega tutta la notte. L’assordante rumore di segheria mi tiene con gli occhi aperti negandomi la meritata razione di sonno.
Sono le 6, fa freddo. Dopo una rapida colazione, il Caspoc’ parte per la cima di Saoseo, io pulisco casa e scendo con gli sci e il materiale alla ricerca del luogo ideale per il campo gara: scelgo un bel dosso sulla dx idrografica della valle Cantone di Dosdé, appena sopra alla piana.
Carlo Nani mi ha comunicato ieri per telefono che non ci saranno tutti gli aventi diritto alla finale: impegni di lavoro, patenti ritirate e timori vari stanno alzando la possibilità di vittoria dei coraggiosi superstiti.
Sono le 7 di mattina, l’aria gelida ha reso crostosa la neve. Con gli sci si galleggia, ma appena li togli anneghi.
Questa notte ho avuto tutto il tempo di pensare alle modalità di svolgimento dell’ultima prova.
Innanzitutto vorrei fare una corsa che seleziona i più valorosi tra i finalisti, poi una prova di ricerca ATVA per trovare i premi che sto andando a nascondere sotto la neve, ma in tutto ciò non voglio trascurare nemmeno l’elemento “fortuna”, componente fondamentale dell’alpinismo ed ingrediente che sicuramente renderà più incerto l’esito della gara fino agli ultimi istanti.
Accanto a un grosso masso individuo il campo base e un punto di partenza, circa 200 metri più in alto 3 piccoli larici saranno il traguardo: i primi 3 che li raggiungeranno potranno estrarre i 3 ARTVA da me sotterrati con legati i premi più belli, tra cui l’attrezzatura da scialpinismo; gli altri concorrenti verranno invece dirottati sugli ARTVA abbinati ai premi di consolazione.
Mi ci vuole più di un’ora per nascondere premi e ARTVA sotto la neve. Ci sono i nostri ARTVA personali, oltre a quelli recuperati dall’amico Giorgio Urbani presso la sezione locale del CAI. Con un apparecchio acceso in modalità di ricerca mi assicuro del perfetto funzionamento di tutti gli altri: se per sbaglio ne sotterrassi uno spento o che non va, sarebbe davvero un lavoro faticosissimo ritrovarlo.
Mi accorgo che la neve crostosa lascia traccia dei punti dove ho scavato, così devo sudare 7 camicie per fare altre finte buche. 
Alle 8:10 il Caspoc’ è già di ritorno dalla vetta e si dedica a simulare altre buche.
Nel mentre arrivano i primi concorrenti: un velocissimo Luca Schenatti sugli sci, seguito da Chicco Gottifredi con le ciaspole e, dopo al famiglia Nana con papà Giustino e i giovani fratelli Gabriele e Giustino, in rapida successione tutti gli altri, chi con accompagnatore, chi da solo. Il regolamento prevede infatti che i concorrenti possano essere affiancati da un aiutante nella ricerca dei vari tesori sepolti.
Alle 9:45, baciati da una bellissima luce radente, facciamo il sopralluogo sul tracciato della corsa. Tutti a piedi senza attrezzi: sono sufficienti pochi passi per capire che appena si spinge un po’ la crosta cede e si affonda fino al ginocchio.  È chiaro: la gara non sarà solo di velocità, ma anche di abilità e delicatezza.
Alle 10 il Caspoc’ dà il via e tutti partono al galoppo. Io sono al traguardo che li aspetto. Luca Schenatti unendo la tecnica - sale praticamente strisciando i piedi - e la potenza di corridore provetto qual’è, fa il vuoto e vince la gara, seguito da, Gabriele, fratello e aiutante di Michele Nana, un peso piuma molto svelto. Ma la fase più emozionante è la lotta per il terzo posto, ovvero l’ultima posizione che dà il diritto di cercare uno degli ARTVA tra cui si nasconde quello a cui è legata la bottiglietta del primo premio.
Ivan Andreoli ha qualche metro di vantaggio su Fabrizio Duca, aiutante di Alessandro Gusmeroli, ma affonda e viene raggiunto. Mancano pochi secondi al traguardo e i due lottano accanitamente, strattonandosi e facendosi placcaggi da rugbisti, il tutto nello splendido spirito di chi sta giocando e si diverte. Ci approssimiamo tutti al traguardo mentre i due gladiatori con un colpo di reni si tuffano verso la linea, ma nessuno è in grado di capire chi dei due, avvinghiati in una lotta laocoontica, l’ha spuntata. Come fare?
Aspettiamo anche gli altri concorrenti e, in accordo con gli sfidanti, optiamo per affidare ad una partita secca di pari o dispari l’ardua scelta. 2+1=3 e l’aiutante di Alessandro Gusmeroli, che aveva detto “dispari”, ha la meglio.
“Questa settimana - ironizzano i due talamonesi - non ci siamo allenati tanto a usare ARTVA, pala e sonda, ma a fare pari o dispari. Sapevamo di essere invincibili!”
Torniamo tutti al campo base, dove ha inizio una prima gara. In un’area va estratto un ARTVA a cui è legata la mitica e introvabile felpa con cappuccio de LMD. Il primo che individua il punto in cui è sepolto, deve conficcare la propria sonda guadagnandosi così il diritto di scavare lì.
Manco a dirlo, Alessandro Gusmeroli piomba come un falco sul punto giusto, vi pianta la sonda e si porta a casa l’ambita felpa.
Andiamo quindi più in alto, nell’area dove sono sepolti gli ARTVA 4, 5 e 6 a cui sono legati i premi di consolazione. Simone Civati, Chicco Gottifredi e Ivan Andreoli trovano ed estraggono così il loro premio, salvandolo dai 40 cm di neve sotto cui era finito.
Ma eccoci all’ultima fase: nel settore superiore del dosso si trovano gli ARTVA 1, 2 e 3 e sarà la dea bendata a decretare a chi andranno gli sci.
Luca Schenatti, primo classificato, ha l’opzione di scegliere quale dei 3 ARTVA individuati estrarre o se lasciare la decisione agli sfidanti. In pratica non ha alcun vantaggio, ma se fosse scaramantico potrebbe valutare se affidarsi alla propria fortuna o alla sfiga degli avversari. Luca sceglie la seconda opzione, e così fa anche Michele. Tocca così ad Alessandro e al suo aiutante individuare la posizione dei dispositivi. Fatto ciò, i due si consultano e, dopo varie indecisioni, optano per l’ARTVA centrale, Michele per quello di sinistra e a Luca tocca di conseguenza quello di destra.
Contemporaneamente iniziano gli scavi di recupero. A Luca, il più forte nelle prove di abilità, la sorte concede solo il terzo premio, pantaloni tecnici e racchette telescopiche, al giovane Michele spetta, con gioia del padre che è lì ad aiutarlo, una bottiglia di champagne e un paio di moffole Skitrab. A questo punto si leva l’urlo di gioia: Alessandro e Fabrizio alzano al cielo la bottiglietta vincente e festeggiano quella che per loro è stata una giornata baciata dalla buona sorte.
Tornati al campo base regaliamo vino, salami, caramelle, cioccolati e creme solari ai concorrenti per premiarne la tenacia e pranziamo tutti assieme in uno scenario magnifico. Siamo ai piedi del pizzo di Dosdé e delle cime di Lago Spalmo. Sole e vento si mitigano a vicenda così da non infastidire la nostra libagione. Questa zona, che di solito è frequentatissima meta di ciaspolatori e scialpinisti, oggi è insolitamente deserta, tutta riservata alla festa de LMD.
Alle 12 ci incamminiamo verso Caricc, dove ci gustiamo, nella suggestiva coreografia dell’agriturismo realizzato in un’antica struttura di cui si ammirano ancora le vecchie travi di legno, la birra offerta dal vincitore.
Credo che, se dovessi fare un bilancio anche a nome dei concorrenti, la fortuna più grande oggi non è stata quella di vincere un premio, ma quella di esser qui tutti assieme in un luogo incantato a spendere il nostro tempo divertendoci sulla neve. Dai sorrisi son certo che ognuno abbia ricevuto il primo premio, anche se Alessandro scivolerà più veloce di tutti con le sue assi nuove!

La corsa vittoriosa di Luca Schenatti.
Gabriele Nana vale alla squadra di Michele Nana il II posto e l'accesso alla finale.
La serrata lotta tra Ivan Andreoli e Fabrizio Duca, cavallo da gara di Alessandro Gusmeroli, per la III posizione si conclude con un ex-equo.
Chicco Gottifredi si prepara a multare Ivan e Fabrizio, parcheggiati in divieto di sosta sulla linea del traguardo.
Un pari e dispari secco regala la finale alla squadra di Alessandro Gusmeroli.
Alessandro Gusmeroli per primo pianta la sua sonda proprio sopra all'ambita felpa de LMD.
Simone Civati individua l'ARTVA sepolto nella neve e con attaccato il suo premio.
Scava scava e anche Ivan Andreoli diventa più ricco.

Ecco cosa succede quando Alessandro Gusmeroli scopre di aver trovato la bottiglietta col primo premio!
Tornati al campo base ci facciamo una foto tutti assieme e ci prepariamo alla birra che il vincitore ci offrirà.




venerdì 8 agosto 2014

Montagne di Valtellina - mostra fotografica - Sernio dal 8.8.2014

A Sernio, presso l'ostello Il Seicento (http://www.ilseicento.it/a partire dall'8 agosto 2014  è esposta la mostra fotografica "Montagne di Valtellina" curata da Beno e Roberto Moiola dell'agenzia ClickAlps.


Si tratta di una quindicina di stampe in formato 70x50 cm dedicate agli scorci più belli della provincia di Sondrio, oltre a un volume contenente oltre un centinaio di altre immagini.
Se rimarrete affascinati da qualcuna di queste, la potrete ordinare sul supporto che preferite (forex 40€ / tela 50€ - ritiro presso punto convenzionato - info: lemontagnedivertenti@gmail.com).

Questa mostra contiene immagini delle montagne della Valtellina, ritratte nei momenti speciali che solo un fotografo appassionato ha la determinazione e l’esperienza per cogliere.


La migliore condizione fotografica spesso si traduce, alpinisticamente parlando, nel trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato: in vetta al tramonto, certi di una discesa al buio; o all’alba dopo aver passato una notte a dormire al gelo. Cimentarsi in una scalata al margine di una intensa perturbazione regala luci e contrasti emozionanti, ma può mettere a repentaglio la sicurezza del fotografo stesso che deve essere fisicamente e tecnicamente preparato.



Con l’avvento del digitale e la diffusione a tutti i livelli di apparecchiature fotografiche di qualità, sempre un maggior numero di persone si sta cimentando in questa disciplina, senza tuttavia applicarvisi con metodo e rigore. Si producono un gran numero di file che spesso, purtroppo, non vengono neppure scaricati dalla scheda di memoria o sui cui non si fa una attenta riflessione qualitativa e tecnica. I luoghi e la natura si stanno così trasformando in merce di consumo, quando invece sono capolavori della Creazione su cui gli uomini devono posare il loro sguardo con lenta e profonda ammirazione.


Questa mostra propone ritratti delle meraviglie di questa terra, in cui l’uomo si inserisce come spettatore privilegiato ma rispettoso e consapevole.
 A fine agosto l'esposizione verrà arricchita con 4 stampe su tela 50x70.



mercoledì 23 luglio 2014

Safari Alpino - Chiesa in Valmalenco 26.07.2014

Di che cosa parlerò a Chiesa? Semplicemente di 365 giorni di gite in Valtellina, ripercorrendo assieme l'ultimo anno di gite nei luoghi più incredibili della nostra provincia.
Dalle passeggiate in val Pilotera, all'incontro con la vipera, alle discesa di sci ripido - dalla NO del Coca alla NO del Torrone Centrale, alle vie storiche d'arrampicata in val Bondasca ... fino alle ben più rilassanti gite ai laghetti!


martedì 8 luglio 2014

I sanatori popolari di Prasomaso - Sondalo 08.08.2014

Un tempo quei sanatori costruiti a m 1100 sul versante retico avevano fatto guarire molti malati e fatto la fortuna del paese di Tresivio, i cui abitanti qui avevano trovato impiego e i cui contadini vendevano i loro prodotti alla piccola città della salute di Prasomaso. 
Finita l'emergenza della tubercolosi sono stati abbandonati, selvaggiamente vandalizzati e ora, forse troppo i ritardo perchè sta tutto crollando, qualcuno ci ha investito tempo e denaro perché ha delle idee per rifunzionalizzare queste strutture. 
Ne parleranno Beno, l'architetto Giacomo Menini e la professoressa Luisa Bonesio.


venerdì 9 maggio 2014

Valtellina - viaggio tra le vette dimenticate - Seveso 15.05.2014


"Che titolo sempre uguale!" direte voi, ma in realtà qui in Valtellina abbiamo tante di quelle montagne sconosciute che potrei farci decine di serate tutte completamente diverse.
Il menù per questo appuntamento di Seveso, data la stagione di transizione, prevede gite sia di scialpinismo (traversate, sci ripido, gite per tutti, scoperte da asini), che di alpinismo (Orobie, Valmalenco, val Masino e val Fontana), che di escursionismo (laghi, traversate, esplorazioni), che un'ampia discussione sulla moda per l'estate incombente: meglio l'arancione pesca o quello vermiglione? 
Mi accompagnerà anche Roby Ganassa che presenterà le sue 20 più belle immagini dell'ultimo anno di scialpinismo!



Spero che a fine serata abbiate tutti un cesto di buone ragioni per venire e conoscere meglio le nostre montagne di Valtellina, specialmente quelle meno reclamizzate e affollate. Il tutto, ovviamente, indossando mutande della corretta tonalità di arancione!

venerdì 7 marzo 2014

Viaggio tra le montagne dimenticate - Trescore Valcavallina 7.3.2014

Venerdì 7 marzo 2014
Beno presenta una serata dedicata all'esplorazione delle montagne valtellinesi. A piedi, con gli sci, camminando o arrampicando.
Un sacco di occasioni di avventura appena dietro la porta di casa.


martedì 28 gennaio 2014

Viaggio sulle retiche dimenticate - Morbegno 31.01.2014


È arrivato l'inverno, la neve, e forse siete stufi di battere sempre i soliti itinerari con gli sci? 
Allora non potete perdere questa serata in cui Beno e Roby Ganassa vi porteranno sulle rotte più inconsuete del versante retico, dalla val Masino alla sconosciuta e stupenda val Fontana.
Ma non ci sarà solo lo scialpinismo d'esplorazione: pure una carrellata sull'alpinismo in val Fontana, amata dagli esploratori degli anni '20 e poi caduta nell'oblio nell'epoca dell'alpinismo modaiolo.